Influenza....sintomi, picco e vaccini: ecco tutto quello che c'è da sapere

Arriva la stagione influenzale anche quest'anno, ecco la durata, il picco, i sintomi e un vademecum per la prevenzione.
 
 
L'inverno è entrato nel vivo, le temperature sono calate ancora di più.
Già nel periodo natalizio, circa 1 milione di persone sono state colpite dal virus influenzale e il numero è destinato ad aumentare nel mese di febbraio. I soggetti più colpiti sono i bambini da 0 a 4 anni e, secondo quanto dichiarato dall'Ansa, si tratta di una febbre molto tosta rispetto a quella dell'anno precedente. Quali sono i sintomi dell'influenza 2020? A quanto pare i sintomi sono i medesimi: febbre alta, spossatezza, dolori a muscoli e ossa, mal di gola, raffreddore, tosse o comunque problemi alle vie respiratorie e senso di forte malessere. Il tutto accompagnato da inappetenza e poca voglia di muoversi. L'influenza dovrebbe durare all'incirca una settimana, più precisamente 5-6 giorni e i medici, inoltre, consigliano di curarsi anche nei giorni successivi alla fine dello stato influenzale onde evitare ricadute.
Cura e prevenzione, vaccinazione gratuita?
Dice un detto 'Prevenire è meglio che curare', dunque la soluzione per evitare questi mali di stagione è il vaccino. Il vaccino antinfluenzale è gratis per tutti i soggetti a rischio, ma il tempo per potersi vaccinare è fino al 31 dicembre 2019. La cosa migliore è quella di prevenire curando al meglio possibile l'igiene. Dunque, arieggiare la casa di tanto in tanto, lavarsi spesso mani e polsi, coprirsi naso e bocca in caso di tosse e starnuti, evitare l'assunzione di farmaci inutili e ricordarsi di deumidificare le stanze. Ma la prevenzione si effettua soprattutto a tavola. I medici suggeriscono di consumare più frutta e verdura di stagione e di bere più acqua possibile. Infine, ricordiamo che essendo un virus il responsabile di questa influenza invernale 2020, è inutile assumere antibiotici.
Prima di entrare nel dettaglio, ricordiamo alcuni aspetti poco noti:
•    È periodicamente una delle principali cause di assenza dal lavoro, consulto medico e ricovero ospedaliero;
•    I pazienti più colpiti saranno i neonati ed i soggetti con più di 65 anni di età: queste sono infatti le fasce di popolazione con un sistema immunitario rispettivamente non ancora sviluppato o debilitato, che rischiano quindi anche lo sviluppo di complicazioni come polmoniti e/o bronchiti.
Sintomi
I sintomi compaiono generalmente da 1 a 4 giorni dopo il contagio.
I sintomi principali dell’influenza sono comuni a diverse altre patologie da raffreddamento, ma quest’anno si segnalano molti casi in cui si manifestano sintomi gastrointestinali:
•    febbre,
•    mal di testa,
•    malessere generale,
•    tosse,
•    raffreddore,
•    dolori muscolari,
•    nausea,
•    vomito,
•    diarrea.
Dal punto di vista medico la definizione di malato influenzale prevede una sintomatologia respiratoria comparsa improvvisamente, febbre oltre i 38°, almeno uno tra i seguenti sintomi:
1.    cefalea,
2.    malessere diffuso,
3.    sudorazione,
4.    brividi,
5.    mancanza di appetito;
ed almeno uno dei  seguenti sintomi respiratori:
1.    tosse,
2.    mal di gola,
       3. congestione nasale
Influenza nei bambini
Sintomi
Nei bambini l’influenza si manifesta più rapidamente di un raffreddore e con sintomi più forti. I bambini con il raffreddore hanno di solito abbastanza energia per continuare a giocare e mantenere le loro attività quotidiane mentre con l’influenza, in genere, stanno a letto.
I sintomi influenzali tipici sono:
•    febbre improvvisa,
•    brividi e tremori,
•    cefalea,
•    dolori muscolari,
•    fatica estrema,
•    tosse secca e mal di gola,
•    perdita di appetito.
I bambini contagiati possono avere quindi gli stessi sintomi di un adulto, ma ci possono essere differenze:
•    Neonati e lattanti possono avere inspiegabili febbri molto alte, senza altri segni di malattia.
•    I bambini piccoli in genere hanno temperature sopra 39,5°C e possono avere convulsioni.
•    Fastidi e dolori gastrici, vomito e diarrea sono frequenti nei bambini più piccoli.
•    Sono anche frequenti dolori alle orecchie e occhi rossi.
•    In alcuni casi, braccia e gambe possono essere estremamente dolenti per l’infiammazione muscolare.
Complicazioni
Nei bambini più piccoli l’influenza può causare
•    crup (un’infezione della gola e delle corde vocali che dà raucedine, tosse canina, respiro rumoroso),
•    polmonite (infezione dei polmoni)
•     bronchiolite (infezione delle piccole vie aeree che portano ai polmoni, con conseguenti sibili e difficoltà respiratorie).
L’influenza può indebolire il sistema immunitario, favorendo infezioni batteriche di
•    orecchie (otite),
•    polmoni (polmonite)

La malattia è più grave nei bambini con meno di due anni e in bambini con alcune condizioni croniche come problemi cardiaci, polmonari o neurologici.
Raramente, l’influenza può interessare il cervello o il cuore.
Ricorrere al medico se…
Consultare un medico o portare al pronto soccorso il bambino se ha meno di 6 mesi e:
•    respira male,
•    non mangia o vomita,
•    oppure ha la febbre (temperatura rettale di almeno 38,5°C).
Consultare il medico o portare al pronto soccorso il bambino con 6 mesi o più se:
•    respira rapidamente o sembra respirare con difficoltà,
•    ha dolore toracico o tossisce materiale (denso o liquido) sanguinolento,
•    tossisce così tanto da soffocare o vomitare,
•    beve molto poco e non urina almeno ogni 6 ore quando sveglio,
•    vomita per più di 4 ore o ha tanta diarrea,
•    è molto più assonnato del solito, non mangia e non gioca, è lamentoso e inconsolabile,
•    non migliora entro 5 giorni e continua ad avere febbre, oppure dopo essere migliorato sviluppa improvvisamente una nuova febbre, o mostra segni dell’influenza e soffre di una grave malattia cronica.
Portare subito il bambino al pronto soccorso o chiamare il 118 se:
•    ha gravi difficoltà respiratorie o le labbra blu,
•    è fiacco o non riesce a muoversi,
•    è difficile da svegliare o non risponde,
•    ha il collo rigido,
•    sembra confuso,
•    ha convulsioni.
Cura e terapia per i bambini
1.    Mettere il bambino più a suo agio possibile. Proporgli spesso da bere e piccoli pasti nutrienti.
2.    Se ha la febbre, vestirlo con abiti leggeri e mantenere la temperatura ambiente intorno a 20°C.
3.    Per ridurre la sofferenza, i dolori o la febbre, se superiore a 38,5°C, usare il paracetamolo. L’ibuprofene può essere somministrato a bambini con più di 6 mesi. A meno di indicazioni mediche diverse, somministrare la dose raccomandata sulla confezione ogni 4 ore fino a riduzione della temperatura.
4.    Non utilizzare famaci per l’automedicazione nei bambini in quanto gli studi compiuti sono stati fatti solo su pazienti adulti.
Trasmissione
I malati di influenza possono contagiare gli altri nel raggio di circa 2 metri. Molti esperti ritengono che i virus dell’influenza si diffondano principalmente tramite le goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando. Queste goccioline possono arrivare in bocca o nel naso di individui vicini o essere eventualmente inalate nei polmoni.
Per evitare il contagio, si dovrebbe stare lontano dagli ammalati e stare a casa se colpiti in prima persona. È importante anche lavarsi le mani spesso con acqua e sapone. Se acqua e sapone non sono disponibili, si possono usare salviettine a base di alcool. Biancheria, posate e piatti degli ammalati non dovranno essere condivisi senza averli prima lavati.
La maggior parte degli adulti sani può trasmettere l’influenza dal giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 5-7 giorni dopo. I bambini possono trasmettere il virus per più di 7 giorni.
I sintomi iniziano 1-4 giorni dopo l’ingresso nel corpo del virus. Ciò significa che si può essere contagiosi prima di sapere di essersi ammalati, nonché durante il decorso. Alcuni possono infettarsi ma non sviluppare sintomi. In tale periodo, possono però trasmettere il virus ad altri.
I virus resistono particolarmente bene anche nell’ambiente e la trasmissione è facilitata da ambienti affollati, situazioni di bassa temperatura ed alta umidità.
Durata
Il periodo di incubazione è variabile da 1 a 4 giorni, la durata è al massimo di 7 giorni per gli adulti e fino a 10 per i bambini.
Quando rivolgersi al medico
In pazienti altrimenti sani e in salute, quindi per esempio nella maggior parte dei soggetti adulti non anziani, non è in genere necessario l’intervento del medico.
Il rimedio migliore è restare a casa, al caldo, e mantenersi idratati per evitare che l’organismo si disidratati sotto l’effetto della febbre. Si può eventualmente ricorrere a farmaci da automedicazione per alleviare i disturbi più fastidiosi.
Nella maggior parte dei casi in una settimana si è in grado di tornare al lavoro o a scuola.
È invece consigliabile fare riferimento al curante nel caso di:
•    pazienti con più di 65 anni,
•    donne in gravidanza,
•    pazienti affetti da patologie croniche (diabete, cardiopatie, malattie polmonari, renali o neurologiche),
•    pazienti con sistema immunitario indebolito (da HIV, chemioterapia, trapianti, …),
o nel caso in cui
•    comparisse uno o più dei seguenti sintomi:
•    dolore al petto,
•    mancanza di fiato o difficoltà a respirare,
•    sangue nell’espettorato (con la tosse).
•    i sintomi peggiorassero sensibilmente o non migliorassero dopo una settimana.
In queste situazioni potrebbe essere necessario un intervento mirato per trattare o prevenire le possibili complicazioni.
Gravidanza
Nelle gestanti l’influenza può essere più grave e causare complicazioni più severe. I cambiamenti del sistema immunitario, del cuore e dei polmoni durante la gravidanza rendono le gestanti più soggette all’influenza ed alle sue complicazioni.
Il vaccino antinfluenzale proteggerà la gestante e il bambino, quest’ultimo anche dopo la nascita, ed è la protezione migliore dall’influenza; può essere somministrato durante la gravidanza e si è dimostrato essere in grado di proteggere sia la madre sia il bambino (fino ai 6 mesi d’età).
Fino ad oggi non si sono registrati problemi né alle gestanti né ai bambini, quindi è fondamentale che chi aspetta un figlio si faccia vaccinare.
Quando andare al pronto soccorso
Se avete uno qualsiasi dei sintomi qui elencati, chiamate immediatamente l’ambulanza o fatevi accompagnare immediatamente al pronto soccorso:
•    Difficoltà a respirare o fiato corto,
•    Dolore o senso di costrizione a livello del torace o dell’addome,
•    Vertigini improvvise,
•    Stato confusionale,
•    Vomito prolungato o abbondante,
•    Febbre alta che non scende nemmeno assumendo il paracetamolo (Tachipirina® o equivalenti),
•    Sentite che il bambino si muove meno del solito o non si muove