Perchè cadono i capelli???

Perché i capelli cadono?

Il ciclo vitale del capello prevede l'alternanza di tre fasi, una di crescita, una di riposo, ed una di caduta. La durata media di questo ciclo varia dai 2 ai 7 anni. Si stima pertanto che ogni follicolo produca circa 20 capelli nel corso della sua vita.

Il numero di capelli caduti durante la giornata è variabile e dipende da numerosi fattori quali:

  • il sesso (la caduta è maggiore negli uomini rispetto alle donne)
  • la stagione (in autunno e primavera la caduta aumenta)
  • condizioni di salute (l'utilizzo di certi farmaci e alcune malattie possono accelerare la caduta)
  • lavaggio e spazzolatura ( il trauma meccanico facilita il distacco dei capelli)
  • densità di capelli (più capelli si hanno e maggiore sarà la caduta in termini assoluti)
  • genetica (alcuni soggetti sono geneticamente predisposti alla caduta).

A titolo puramente informativo, senza che questo dato rappresenti una regola, una caduta superiore ai 100 capelli al giorno protratta per alcune settimane è un indice di sofferenza del capello. In questi casi è opportuno rivolgersi ad un medico specializzato in grado di valutare e risolvere la situazione. Per approfondire: quanti capelli cadono in un giorno?

L'importanza della visita tricologica in giovane età, ancor prima che si manifestino i primi sintomi di diradamento, è essenziale per ricevere opportune indicazioni sui prodotti più adatti al proprio tipo di capello. In questi ultimi anni la tricologia (la scienza che studia l'anatomia, la fisiologia del capello e del pelo) ha compiuto numerosi passi in avanti e può oggi offrire numerose soluzioni in grado di bloccare o contrastare la caduta. Così come per il proprio benessere fisico occorre scegliere un professionista delle scienze motorie laureato e con le opportune certificazioni professionali, anche la scelta del tricologo deve ricadere su professionisti qualificati specializzati in dermatologia. Attenzione dunque ai falsi esperti, abili a sfruttare economicamente il dramma psicologico di chi sta perdendo i capelli.

Riconoscere la normale caduta dei capelli

Da ciascuno dei follicoli dei capelli nasce una ciocca nel corso di quattro – sei anni, detta  fase anagena, poi c’è un periodo di riposo dai due a quattro mesi, detta fase telogena. Dopo questo periodo viene prodotto un nuovo filamento che spinge fuori il vecchio, causandone la caduta. In qualsiasi momento, circa il 90 % dei capelli è in fase anagena e il 10 % è in fase telogena. Questo ciclo è ciò che avviene nella normale perdita di capelli, ma molte cose possono alterarlo, causando una riduzione della fase anagena o un eccesso di follicoli in fase telogena. Effluvio telogeno, o TE, è il termine che indica quando ben il 70% dei follicoli dei capelli vanno in fase telogena tutti insieme.

Può essere scatenato da fattori di stress come malattie o infortuni, febbre alta, chirurgia, farmaci, traumi psicologici, o cambiamenti ormonali che accompagnano il parto e la menopausa. Si verifica in genere due o tre mesi dopo qualche importante fattore di stress, sia mentale o fisico, che  produce un “shock” per il sistema. La perdita dei capelli generalmente aumenta con l’avanzare dell’età. A 40 anni, il tasso di crescita dei capelli rallenta in uomini e donne. È interessante notare che noi esseri umani possiamo fare la muta come i visoni. Secondo l’associazione americana “perdita dei capelli”:

“Gli studi dimostrano che gli esseri umani, almeno in Nord Europa, perdono più capelli in autunno e in misura minore in primavera. Questo aumento temporaneo del numero di follicoli piliferi telogeni è probabilmente dovuto alle variazioni di ormoni in risposta alle variazioni di esposizione alla luce. Studi nei visoni e in altri mammiferi dimostrano che l’esposizione alla luce altera in modo significativo i livelli di prolattina e che quest’ormone ha un effetto significativo sulla muta. Gli esseri umani probabilmente hanno più o meno la stessa risposta. Tale perdita di capelli dovrebbe essere temporanea.”

 

Le carenze nutrizionali che causano la caduta dei capelli

Se i capelli sono visibilmente assottigliati o si notano più capelli sulla spazzola, la prima cosa da considerare è se si abbia sperimentato forte stress o traumi nel corso degli ultimi mesi, che da soli potrebbero spiegare il diradamento dei capelli. Hai avuto una grave malattia o un intervento chirurgico? Hai subito un infortunio? Sei in menopausa? Se la causa non è evidente, la prossima cosa da considerare è una carenza nutrizionale. Le cinque più comuni carenze dannose per i capelli sono le seguenti:

Proteine: state ottenendo abbastanza proteine ​​di alta qualità nella vostra dieta? La proteina è fondamentale per rafforzare e sostenere la crescita dei capelli.

 

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Ferro: Come sono i vostri livelli di ferro? Le donne sono particolarmente inclini a una carenza a causa delle mestruazioni. Fare attenzione a utilizzare un integratore solo se si è veramente carenti, perché l’eccesso di ferro è tossico e può esso stesso innescare la perdita dei capelli. Le donne con livelli di ferritina sierica inferiori a 30 milligrammi / millilitro mostrano più alto rischio di perdita dei capelli. Ho spiegato come aumentare naturalmente i livelli di ferro nell’articolo Anemia: La dieta, gli integratori naturali e l’analisi psicosomatica che curano.

Zinco: La carenza di zinco è una causa comune di perdita di capelli negli uomini e nelle donne. Agisce direttamente sui follicoli e lo stress  può triplicare la perdita zinco. Esso aiuta a metabolizzare il testosterone, che in eccesso può causare ricadute. La carenza di zinco è spesso associata a un eccesso di rame. Assicurati di assumerne almeno 15 milligrammi al giorno.

Vitamine B (biotina B7, acido pantotenico B5): la biotina promuove la crescita e aiuta a ricostruire i capelli danneggiati, ed è per questo che è anche incluso in alcune formulazioni di shampoo. Le donne sono particolarmente a rischio di carenza di biotina durante la gravidanza e l’allattamento. L’acido pantotenico stimola la crescita dei capelli, sostenendo le ghiandole surrenali, migliorando così la gestione dello stress.

Omega 3: oli ricchi di acidi grassi omega-3, come l’olio di pesce sono da tempo noti dare beneficio della pelle e dei capelli. Gli Omega-3 favoriscono l’inspessimento dei capelli e aiutano a ridurre l’infiammazione. Uno studio del 2015 ha mostrato che un integratore (grassi omega-3, più omega-6 e antiossidanti) ha diminuito la perdita di capelli e aumentato lo spessore e la densità in un gruppo di donne sane.

Lo squlibrio del Rame è sempre più diffusa ed è legata alla perdita dei capelli

Molti non sono consapevoli che lo squilibrio di rame ha raggiunto proporzioni epidemiche, colpisce quasi l’80% di tutti gli uomini, donne e bambini, e la perdita dei capelli non è che un sintomo. Abbiamo bisogno di rame, ma solo in piccole quantità. esso attiva più di 30 enzimi ed è importante per la produzione di  collagene e melanina, per mantenere un tessuto connettivo sano e per mantenere un colore naturale dei capelli.

La carenza di rame causa il deterioramento delle strutture proteiche nei capelli inibendo la lisina – ossidasi, un enzima di sintesi del collagene. Questo enzima è necessario per la reticolazione e l’elasticità del collagene nei tessuti connettivi. E’ necessario per avere un cuoio capelluto sano, per una funzione corretta del follicolo pilifero e per una sana struttura del capello. La sintesi di elastina e di collagene maturo è controllata almeno in parte dalla biodisponibilità del rame.

Il problema è che molte diete oggi sono ricche di rame, in particolare le diete a base vegetale. Il rame è un componente importante dei semi di soia, molte noci e semi, e alcuni degli alimenti favoriti come caffè, tè e cioccolato fondente. Se siete carenti di zinco potreste accumulare il rame perché zinco e rame sono antagonisti. Un eccesso di rame è altamente stimolante sulle ghiandole surrenali, con sintomi che comprendono affaticamento, ansia, irritabilità, iperattività, mancanza di concentrazione, insonnia, problemi di pelle e di perdita di capelli. Un eccesso di rame è importante da affrontare in quanto può danneggiare la tiroide e portare ad un aumento di peso e altri problemi gravi. Se si sospetta uno squilibrio di rame, un supplemento di zinco al giorno è una scelta eccellente, oltre a ridurre il consumo di alimenti ricchi di questo minerale.

Farmaci che causano la perdita dei capelli

Molti farmaci che vengono prescritti sono dannosi per i capelli. Diversi esempi sono elencati nella seguente lista, ma ce ne sono molti altri.

  • Farmaci per l’acne
  • Antibiotici
  • Antimicotici
  • Anticoagulanti
  • Anticonvulsivanti
  • Antidepressivi
  • Antipertensivi
  • Cardiovascolari (ACE-inibitori, beta-bloccanti, statine, etc.)
  • Chemioterapici
  • Farmaci per la gotta
  • Anti-infiammatori non steroidei(FANS)
  • Contraccettivi ormonali orali
  • Inibitori della pompa protonica (PPI)
  • Farmaci per l’ulcera

Lo squilibrio ormonale come causa della caduta dei capelli

Se non si è indebitamente stressati e non siete stati malati, se non assumete farmaci e il vostro stato nutrizionale è buono (è molto raro nell’alimentazione di oggi dove i cibi hanno perso l’80% dei nutrienti rispetto ad alcuni decenni fa), allora il fattore successivo da considerare è quello degli ormoni.

E’ stato a lungo noto che gli ormoni sessuali maschili (gli androgeni) contribuiscono alla perdita di capelli negli uomini e nelle donne (perdita di capelli e calvizie femminile).

La calvizie negli uomini si verifica per gli effetti del testosterone. Esso viene convertito in una forma più potente, il DHT (diidrotestosterone), che si attacca ai recettori del follicolo pilifero nel cuoio capelluto e, a seconda della quantità, può portare alla perdita di capelli.

Rendetevi conto che le donne sono altrettanto colpite, meno del 45%  di esse passano la vita con una testa piena di capelli. Prima dei 30 anni, il 12 % delle donne sviluppano la perdita di capelli, e dai 70 anni, il 41 % hanno diradamento rilevabile. Oltre all’eccesso di androgeni, la genetica, l’insulino-resistenza, il diabete e la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) sono tutti fattori associati alla perdita dei capelli nelle donne. Qualsiasi cambiamento ormonale può influenzare i capelli, in particolare un calo improvviso dei livelli ormonali. È per questo che molte donne sperimentano la caduta un paio di mesi dopo il parto (alopecia post-partum), così come durante la menopausa.

Molte riportano un episodio di perdita di capelli dopo la sospensione di contraccettivi orali o della terapia ormonale sostitutiva, ma questo è generalmente limitato nel tempo e si risolve nel corso di sei mesi a un anno. Una delle cause del diradamento dei capelli nelle donne di tutte le età è un eccesso di estrogeni, il che significa che il vostro rapporto estrogeni/progesterone è troppo alto. Sostanze sintetiche estrogeno-simili (contenute in molti cosmetici, creme e prodotti per l’igiene), lo stress, i cambiamenti mestruali, e anche un apporto di fibra alimentare insufficiente (si lega a un eccesso di estrogeni) possono causare il caos ormonale. Infatti molte tossine sono contenute nei prodotti dell’igiene usati dalle donne che squilibrano gli ormoni agendo in modo simile agli estrogeni.

Durante la perimenopausa e la menopausa, i livelli di testosterone possono anche salire. E poi c’è la tiroide. La perdita dei capelli è uno dei primi sintomi di ipotiroidismo. A volte può essere applicata direttamente sul cuoio capelluto una miscela di progesterone composto e T3 (un ormone tiroideo) per stimolare i follicoli piliferi. Bisogna essere consapevoli che il progesterone sintetico (progestinico) non funziona allo stesso modo di quello naturale. Abbiamo già discusso del rame. I livelli di estrogeni e di rame tendono ad andare di pari passo. I livelli di rame nelle donne possono salire dopo la gravidanza, altro motivo per cui molte donne sperimentano la perdita dei capelli un paio di mesi dopo il parto.

Ancora un altro ormone da considerare è la vitamina D. La vitamina D è in realtà più un ormone che una vitamina, quindi non è sorprendente che bassi livelli questa sostanza sono associati con la perdita di capelli, particolarmente all’alopecia areata, una malattia autoimmune in cui vengono attaccati i follicoli piliferi.